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Influenza aviaria o influenza dei polli.


Scopri come come curare l'influenza aviaria con la medicina omeopatica, leggi l'articolo per avere maggiori informazioni sulla cura omeopatica per l'influenza aviaria o dei polli.

Il sospetto che il virus responsabile della pandemia di Spagnola del 1918 fosse di origine aviaria era sorto 10 anni fa; con il completamento dell'analisi della mappatura del genoma del virus prelevato da campioni di tessuto di cadaveri conservati nel permafrost, è risultato che l'emoagglutinina dei virus responsabili delle "pandemie" sono di origine aviaria.

Nel 1997 durante la pandemia Hong Kong, fu isolato il virus A/ H5N1. Il 17 febbraio 2002, nello stesso periodo in cui si manifestarono i primi casi di SARS, un uomo cinese di 33 anni che aveva viaggiato con la sua famiglia nella provincia cinese di Fujan, era morto per cause sconosciute ad Hong Kong. Il giorno dopo, le autorità di Hong Kong annunciarono che un virus degli uccelli, tipo A (H5N1), era stato isolato dall'uomo e dal figlio di nove anni, anche lui ricoverato. Un altro membro della famiglia, la figlioletta di otto anni, morì nel Fujan.

Una previsione degli esperti per la prossima pandemia annunciata basata su modelli statistici che prendono in considerazione le grandi pandemie influenzali (la spagnola nel 1918-19, l'asiatica nel 1957-58 e l'Hong Kong nel 1968-69), stima che ci saranno sedici milioni di contagi, due milioni di ricoveri e 150 mila morti solo in Italia.

Nel mese di Settembre 2005 si è tenuta a San Giuliano (Malta), la seconda conferenza europea sull'influenza aviaria per discutere la possibilità di trasmissione all'uomo direttamente dai volatili.
L'influenza aviaria è una malattia dei volatili causata da un virus dell'influenza di tipo A e può contagiare quasi tutti i tipi di uccelli, con manifestazioni da molto leggere a molto gravi e contagiose. In questi casi la malattia insorge in modo improvviso, seguita da morte rapida nella maggior parte dei casi dell'animale. Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali che infettano gli uccelli. La maggior parte dei casi di trasmissione all'uomo è stata causata da virus di tipo A dei sottotipi H5 e H7. A seconda della combinazione di proteine di superficie dei virus (H = emoagglutinina, N = neuroaminidasi) il virus acquisisce una denominazione diversa (H5N1, H7N2 etc..). Il più pericoloso è ritenuto il sottotipo H5N1. Quest'ultimo negli ultimi due anni è già passato più volte da una specie all'altra, acquisendo la capacità di contagiare anche gatti e altri mammiferi, oltre ai maiali (particolarmente importanti perché ricettivi sia ai virus aviari che ai virus umani). Inoltre nelle epidemie recenti, a partire dal 2003, è stata documentata la capacità di questo virus di contagiare anche gli esseri umani, causando forme acute di influenza. Il virus aviario è temuto perché nelle ultime tre grandi pandemie è stata verificata la presenza di parti di virus aviario combinato con quello dell'influenza umana. Questo fa ritenere che i virus ricombinandosi abbiano generato un nuovo virus particolarmente temibile perché "nuovo". Inoltre tutti i virus di tipo A hanno la tendenza ad andare incontro a cambiamenti nel proprio codice genetico ogni volta che si replicano.
Sino ad oggi il virus dei polli ha infettato solo coloro che lavorano o vivono a contatto con questi animali, ma una volta che il virus è passato all'uomo e si è adattato ad esso, il contagio avverrebbe come una comune influenza attraverso le vie aeree con la tosse, senza più bisogno del "salto di specie", e quindi la diffusione sarebbe molto rapida e non limitata agli ambienti in cui ci sono polli infetti.
Il virus mutato passando direttamente dal pollo all'uomo, sarebbe "nuovo" per il sistema immunitario umano che non è ancora in possesso di anticorpi specifici, e nessun organismo umano sarebbe probabilmente in grado di combatterlo e di limitarne la diffusione.
Il contagio pollo-uomo è avvenuto decine di volte negli ultimi anni provocando in totale 64 decessi nel sud Est Asiatico. Quest'anno ha ucciso 45 persone (32 vietnamiti, 12 thailandesi e un cambogiano).

L'influenza aviaria nel pollo determina un quadro di sierosite acuta fulminante. Il pollo, non avendo il muscolo diaframma che separa la cavità addominale da quella toracica, ha anatomicamente dei sacchi aerei rivestiti di sierosa; il volatile muore per un interessamento di tutte le sierose che all'esame autoptico risultano iperemiche. Secondo le normative vigenti in caso di epidemia non è possibile curare gli animali superstiti, l'allevamento viene messo sotto sequestro e gli animali ancora vivi vengono abbattuti e poi inceneriti. Questo vale non solo per l'influenza aviaria, ma anche per qualsiasi epidemia che colpisca gli allevamenti. In Inghilterra a causa dell'afta epizoica sono stati abbattuti due milioni di bovini.

L'influenza aviaria nell'uomo provoca una sintomatologia che va da una sindrome simil- influenzale sino ad una gravissima polmonite con un quadro di sindrome da distress respiratorio acuto ( ARDS.)

Durante un colloquio col Prof. Giovanni Rezza, direttore del reparto malattie infettive dell'Istituto Superiore di Sanità, alla domanda posta da un giornalista se veramente ci saranno 2 milioni di persone da ricoverare, ha risposto: "due milioni di persone non si ricoverano da nessuna parte! Anche perché se si parla di necessità di ricovero si presume che si parli di malati con gravi difficoltà respiratorie e non esiste un tale numero di posti letto in rianimazione da nessuna parte". Questa risposta lascia però tutti sgomenti.
Questo significa che se il numero di malati supererà la capacità dei posti letto disponibili nelle unità di cura intensiva, coloro che saranno colpiti dall'influenza in forma grave non potranno ricevere una assistenza respiratoria adeguata e saranno lasciati al proprio destino. Di fronte ad una nuova emergenza "pandemia" la medicina ufficiale è nella condizione di non poter dare a tutti i malati l'assistenza o i farmaci anti-virali necessari per combatterla.
La stessa cosa sarebbe potuta accadere con la SARS, ma per fortuna il corona virus ha perso spontaneamente la propria virulenza, causando solamente circa 800 vittime.
Non vorrei fare dell'allarmismo gratuito, ma quello che si deve fare è trovare anzitenpo una soluzione ad un gravissimo problema prima che sfugga ad ogni controllo medico.
Oggi non esiste un vaccino efficace contro l'influenza aviaria che possa proteggere la popolazione dal contagio. Potrebbero essere utilizzati antivirali appartenenti a due diverse classi: inibitori della M2 (amantadina e rimantadina) e inibitori della neuraminidasi (zanamivir e oseltamivir). L'analisi dei virus isolati nei casi mortali di influenza H5N1 in Vietnam, indicano che il ceppo appare resistente agli inibitori della M2. Gli inibitori della neuraminidasi sono efficaci nei confronti sia del virus di tipo A che di quelli di tipo B; i laboratori appartenenti alla rete globale di sorveglianza dell'influenza, stanno lavorando anche per confermare l'efficacia degli inibitori della neuraminidasi nei confronti dei ceppi H5N1 attualmente circolanti.

Ogni anno i medici omeopati unicisti, curano con rimedi "situazionali" specifici, epidemie influenzali che allopaticamente vengono curate con farmaci sintomatici, non specifici. In queste epidemie stagionali il rimedio costituzionale non è efficace poichè il genio epidemico virale è così potente che soverchia la costituzionalità dell'individuo. I virus influenzali scatenano un corteo sintomatologico sovrapponibile nella popolazione colpita ed è straordinario osservare la rapida risoluzione dei sintomi con i rimedi "situazionali" specifici per l'influenza.


La polmonite da virus aviario omeopaticamente potrebbe essere curata con il rimedio "altamente suggestivo" xxx, rimedio omeopatico specifico per la sindrome da distress respiratorio acuto (ARDS) che è stato descritto nel libro "SARS, una proposta di cura".


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